La mia vision

Un mondo dove ogni uomo ha definito il proprio successo,  professionale e personale.

La mia mission

Fornire strumenti innovativi e personalizzati, per massimizzare la produttività e garantire un equilibrio ottimale tra vita privata e lavoro, col Metodo Toward Freedom.
 
 

Luca in breve

Sono un Consulente, Formatore, Life e Business Coach. Unisco la mia formazione in Economia gestione d’impresa, marketing e vendite alla passione per il miglioramento continuo, sia personale che professionale. Ho sviluppato l’innovativo metodo TOWARD FREEDOM®, per guidare le persone a raggiungere i propri obiettivi più velocemente, a migliorare il benessere fisico e mentale, e a vivere con maggiore equilibrio tra vita privata e lavoro.

Sono appassionato di sfide e un maratoneta, avendo completato con dedizione e perseveranza, le prestigiose maratone di New York e Berlino. Il mio impegno verso il miglioramento si riflette anche nella gestione del tempo e di progetti, per cui ho ottenuto la certificazione in Project Management dalla Business School del Sole24ore.

Ho competenze riconosciute  nel campo dell’innovazione, e sono stato inserito dal Ministero dello sviluppo economico nell’albo dei Manager dell’Innovazione, contribuendo attivamente alla digitalizzazione delle imprese italiane. Inoltre, sono certificato in Marketing Strategico Automatizzato.

Sono autore di 2 Ebook, con cui condivido la mia esperienza e conoscenza, aiutando altri a raggiungere i loro obiettivi personali e professionali.

Luca in dettaglio

Introduzione

Con mio Padre e i miei fratelli

Infanzia, adolescenza e giovinezza sono stati per me un periodo spensierato e pieno di bei ricordi. Sono cresciuto come primo di tre figli e circondato dall’affetto dei miei genitori e dei miei fratelli.

Mio padre lavorava in un’azienda di trasporti e logistica, ma nonostante gli impegni lavorativi riusciva a trasmetterci il significato della famiglia e l’importanza dei momenti e dello stare insieme.

Mia mamma era un’infermiera in ospedale. Il suo lavoro richiedeva dei turni anche di notte, e negli anni ‘80 non essendoci le garanzie attuali per le donne lavoratrici, dopo la nascita del secondo figlio, decise di rinunciare per dedicarsi completamente alla famiglia e ai figli.

Di quegli anni ho bei ricordi.

Le vacanze estive trascorse con la mia famiglia in località di mare.

Il periodo natalizio, tanto amato da mio padre, che da grande appassionato di presepi ci portava in giro per i paesi a vedere quelli realizzati dagli artigiani locali.

In età poi più giovanile non mancavano le uscite effervescenti con gli amici, le serate in discoteca e le  marachelle di quella fase della vita.

Un altro ricordo che porto nel cuore risale al 1995. Insieme a un mio caro amico, con cui ancora oggi ho uno splendido rapporto, organizzai il Mak P, la festa scolastica di fine anno. Riuscimmo a coinvolgere due istituti. Dopo tanto impegno e sacrifici per organizzare il tutto, la vendita dei biglietti dell’evento andò a gonfie vele  e si rivelò un successo.

La soddisfazione fu tanta, e riempimmo il locale con più di mille studenti.

Quell’amico con cui organizzai l’evento si chiama Daniele, oggi non a caso è un noto commercialista esperto in finanza agevolata per le imprese.

Terminato poi le superiori e arrivato a 20 anni, iniziai a frequentare il primo anno dell’università.

Insomma, tutto sembrava procedere per il verso giusto, fino a quando, una domenica di Giugno, accadde qualcosa che avrebbe stravolto completamente la mia vita…

Con mio Padre e i miei fratelli

Il cigno nero

Domenica, 1° Giugno 1997.

Dopo essermi svegliato con calma e aver pranzato con la mia famiglia, ecco il nostro “rituale” della domenica: io, insieme a mio padre e i miei fratelli, ci radunavamo nello studio di casa ad ascoltare alla radio “Tutto il calcio minuto per minuto”.

Era un rituale di circa 2-3 ore in cui stavamo insieme e scambiavamo anche quattro chiacchiere.

La domenica proseguiva nella sua normalità, fino ad avviarsi alla sera.

Ore 22:03

Sento mia mamma gridare dalla sua camera da letto.

Dalla cucina dove mi trovavo percorro il corridoio di corsa e in un nano secondo arrivo nella loro camera da letto.

Vedo mio padre accasciato a terra. Aveva avuto un malore.

A fatica e con tutte le mie forze lo sdraio sul letto.

Faccio tutte le manovre che in quei casi si cerca di fare.

Dopo minuti di concitazione e grida, iniziai a capire che mio padre se ne era andato.

In un istante.

Per sempre.

Ho sentito come una coltellata al cuore. 

Una sensazione di grande ingiustizia mi pervade. Non avevo avuto il tempo di vivere la vita con mio padre.

Dietro di me c’è un armadio, mi giro, e con tutta la rabbia e la forza possibile, scaravento un pugno come non l’ho mai dato in vita mia, tant’è che sfondo l’armadio.

Avevo inteso che da quel momento, per me, mia mamma e i miei fratelli, nulla sarebbe stato come prima.

Il tunnel

Gli anni più difficili.

La morte di mio padre ha fatto da spartiacque nella mia vita.

Mi sono ritrovato bruscamente e improvvisamente catapultato nel mondo degli adulti.

La spensieratezza del ventenne che ero si è volatilizzata nel nulla.

Non ero pronto, non avevo le competenze.

Sentivo un peso schiacciante di essere il primo figlio e la responsabilità di fare tutto ciò che c’è da fare in questi casi.  

Iniziai a darmi da fare, ma nello stesso momento lo stress e la responsabilità mi portarono ad assumere cattive e sgretolate abitudini alimentari che ben presto mi portarono in sovrappeso, fino ad arrivare a 92 kg di peso. Iniziai anche  a fumare, arrivando a due pacchetti al giorno.

Mi catapultai nel mondo del lavoro, prima come rappresentante di articoli pubblicitari e poi come operai con turni di notte in una fabbrica d’imballaggi in plastica.

Fino a quando, nel 2003, decido di lanciarmi e di aprire la mia prima azienda con cui mi occupavo di regalistica aziendale.

Ma ben presto arrivano i problemi…mancanza di liquidità, situazioni ingarbugliate, giornate lavorative interminabili sono gli elementi costanti di questo periodo della mia vita, segnato da una profonda frustrazione di non riuscire a imprimere e dalla perenne sensazione di gestire male il tempo e le risorse.

Comincio allora a chiedermi: “Cosa c’è che non va per vivere la vita che vorrei?”

Gli anni più difficili.

Il bruco

I primi passi verso la rinascita

Posso definire questo periodo della mia vita come il periodo in cui inizia a farmi domande  intelligenti. Si perché la qualità della nostra vita dipende dalla qualità delle domande che ci facciamo.

Le risposte non arrivavano subito, ma qualcosa iniziò a cambiare…

Il lavoro però ancora non andava, ma capii che i risultati nell’ambito professionale erano strettamente collegati alla persona che ero. 

La mia azienda mi assorbivo tutto il tempo, non era organizzata e non riuscivo più a vivere con i miei figli e ad avere il tempo per me stesso.
Mi sentivo ancora in trappola. 

Proprio io, che avevo perso prematuramente mio padre e che non avevo trascorso tanto tempo con lui, non riuscivo a dedicare tempo alle mie figlie e me stesso.

Allora iniziai a chiedermi: “Come posso conciliare obiettivi di business con la mia vita privata?

Inizio allora a lavorare su me stesso e sulla mia crescita  personale.

Volevo trovare il giusto equilibrio tra lavoro e vita privata.

Ero molto motivato.

Avevo tracciato la strada, ma non avevo ancora chiara la strategia per arrivare dal punto A in cui mi trovavo al punto B che desideravo.

Fino a quando…

I primi passi verso la rinascita

BOOM, LA SCOPERTA!

luca con famiglia
Boom! Ricordo esattamente questo momento.

Era il giorno del mio 40esimo compleanno, e per l’occasione avevo organizzato un viaggio per festeggiarlo, insieme alla mia famiglia, al parco giochi Disneyland Paris 

Le domande che mi stavano attanagliando, trovarono finalmente la loro risposta. La strada da percorrere per vivere la vita che volevo, mi era finalmente chiara.
luca con famiglia

La farfalla

A Londra per formazione

Al mio rientro infatti, ho iniziato a lavorare in maniera costante e incessante, sulle mie abitudini, sulle mie competenze e sul mio mindset

Ho iniziato ad alzarmi dal letto motivato ogni mattina alle  ore 5:00, per leggere e studiare come un forsennato e come se non ci fosse un domani.

Ho ragionato, ho sperimentato e ho sbagliato.

Poi è arrivato il MICAP – Master internazionale in coaching ad alte prestazioni, che è stato un ulteriore spinta propulsiva a quel cambiamento che era in atto.

E alla fine ho creato IL metodo TOWARD FREEDOM® attraverso il quale metto in atto la mia missione: aiutare le persone a vivere in equilibrio, ad essere più efficienti e produttivi, e a raggiungere più velocemente obiettivi professionali e privati.

Reputo che la consapevolezza, la chiarezza di obiettivi e l’allineamento di tutto ciò rispetto ai propri valori, sia indispensabile per vivere una vita appagante e libera.

A Londra per formazione

La rinascita

Maratona di New York

Con TOWARD FREEDOM® aiuto infatti le persone a vivere libere, prendendo letteralmente in mano la loro vita, a identificarne le vere priorità, a eliminare i vampiri del tempo e a focalizzare le proprio risorse e le proprie energie fisiche e mentali, solo su ciò che impatta realmente sulla propria vita, quella dei propri cari e dei propri clienti.



TOWARD FREEDOM®

“L’unico metodo che fonde le potenzialità del Coaching con strategie concrete ed efficaci per aumentare la produttività”. 
Maratona di New York

Strategie pratiche per risultati concreti
nella vita di tutti i giorni

luca orlando_famiglia

Equilibrio tra lavoro
e vita privata

luca orlando_viaggiare
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